“Se la zia ‘ariousa’ della domestica di Giorgio perde la patente nella polenta, non va a votare, e al ballottaggio rimango io”. “Se il fratello della cognata di Fredo si rompe una gamba, sciando sotto il plexiglass a Dubai, e non torna, in gara resto io”.
Sale il dibattito, a destra, senza tregua. L’arma bianca è il sondaggio. Quello di Mercoledì mattina contro quello di Martedì sera, che a sua volta annulla l’ultimissimo di Lunedì dopo pranzo.
Tanti ne fanno, o almeno, tanti ne dicono, da farci sperare che le agenzie non intervistino sempre gli stessi. Immaginiamo, una casa al Pratello, ore 19,30, uno squillo: “Gina, vai tu. E' quello di Guazza”. “No caro, stavolta è Fredo, lo so, tocca a te. Alle sette l’ho fatto io”.
Ma non c’erano regole precise? Non si dovevano citare solo quelli certificati e pubblicati? “Regole?” Sghignazzano in coro.”Ma cosa vuoi mai, quando c’è la salute!”
9 Aprile 2009