sabato 16 maggio 2009

Un punto

Crevalcore. Solo un punto sulla linea ferroviaria. Chi è morto lì è senza giustizia. Giustizia sottratta, dignità sottratta, umanità sottratta. D’altra parte siamo un paese dove l’erede Savoia è candidato, mentre i parenti dei trucidati di Marzabotto non hanno risarcimenti. Dove c’è chi non trova di meglio che dare libertà, o suppergiù, a Fioravanti e Mambro. Le colpe dei padri si estinguono, quelle dei figli sono una curiosità. La morale vale poche parole. Anche nelle minime. Moggi è quasi un eroe, Corona è in crescita, si prepara un film su Vanna Marchi. E Bossi vuole eleggere i magistrati, così ci si cava tutto il dente e non ci si pensa più. Ma non siamo un paese clemente. Per le vittime non c’è scampo. I figli dei 17 morti di quei treni non hanno diritto di parola. Ci resta solo il gusto di scoprire qualcuno che subisca più di noi. Speriamo in un cazzotto di un rondista, nello sperone di una motovedetta. Per sorriderne al bar e mandar giu’.

17 Maggio 2009