giovedì 18 giugno 2009

Non occorre altro

Dove lavoro io, una terrazza sottile corre per tutto il sesto e ultimo piano di un palazzo alla Bolognina. La cammino, torno torno, ogni sera. Sotto, le vie di quella che ancora è una periferia aristocratica. Ordinata, checché se ne dica. Anche se le lingue diverse che si incrociano solo almeno dieci. Avanti, girando, il nuovo Comune con la vela bruna, la Fiera, i palazzi alti della Regione, e, a falce di luna, la collina intatta, San Luca, il verde, il colore della terra. Nessun’altra città l’ha tenuta così. Se viene qualche ospite faccio fare il giro. “ Com’è bella Bologna!-stupiscono- Ma allora quello che scrivono tutti, il declino, le classifiche dove siete peggio di Scampia?“ No, Bologna non è come urlano. E’ come noi la viviamo ogni giorno. Non l’hanno fatta i furbi e gli arricchiti. Quelli che vorrebbero “sfondare” anche qui. Dicono proprio così. Ma se non si capisce più il bello che si possiede, non si avrà la forza di difenderlo. E ce lo porteranno via. Traslocherà, come gli ulivi di Calabria, sradicati per metterli in qualche villa. La nostra città sarà di polvere, i nostri figli saranno foto sui book. Niente di più. Non occorre pensare a molto altro, in queste ore, mentre andiamo a votare.

7 Giugno 2009